Movimento Culturale "Rosolino Pilo"


Rosolino Pilo 1860 - olio su tela 70 x 60
( proprietà Paola Pilo Bacci )
Il Movimento Culturale Rosolino Pilo prende in considerazione la cultura nelle sue varie forme artistiche ( arte figurativa, teatro, letteratura, musica... ) e vuole promuoverne la rinascita, in un nuovo Rinascimento culturale meritocratico e non basato sull'appartenenza ad un determinato settore politico o ad una lobby, come oggi accade.
Il Movimento si propone di trovare spazi, sponsors, finanziamenti ponendoli a disposizione, tenendo conto dei vari livelli di merito. E' già predisposto uno spazio ( News ) dove verranno segnalati gli avvenimenti culturali e artistici di chi ne farà richiesta, con la possibilità di recensioni degli eventi stessi. Sul sito verranno, inoltre, pubblicati articoli di particolare interesse che voi invierete.
Saranno fornite indicazioni per ottenere spazi e visibilità, oltre ad eventuali contatti necessari a tale scopo, a chi ne facesse richiesta.
Rosolino Pilo è stato una figura importante nella III Guerra d'Indipendenza e per l'Unità d'Italia, così come noi artisti indistinti, per ora, ma indispensabili alla cultura italiana e soprattutto all'indipendenza della cultura. Senza di noi non ci sarebbe cultura, così come senza Rosolino Pilo non ci sarebbe stata tutta l'Italia.
Rosolino fu un rivoluzionario, nè boghese nè proletario, era un aristocratico, che pur tenendo al suo status, si battè per il popolo fino alla morte. Dunque un rivoluzionario alternativo all'iconografia classica alla quale corrispondono Garibaldi, Mazzini e molti altri: avventuriero e aristocratico; oculato e generoso; passionale e bravo amministratore oltre che abile e lungimirante politico, con una visione molto azzardata per l'epoca che stava vivendo. Ma egli aveva compreso qual'era il momento di agire, anche se l'unità sarebbe avvenuta comunque, magari più tardi, con o senza di lui.
Il Risorgimento della cultura avverrà anch'esso comunque, con o senza di noi.
Meglio esserci.

Rosolino Pilo durante le dimostrazioni rivoluzionarie in Sicilia nel 1860 - xilografia su carta. 1880
I Pilo traggono le loro origini dal re goto Svintila e da quei signori che sullo scorcio del sec.IX divennero, nella penisola Iberica, Conti di Barcellona. Il primo Conte di Barcellona fu Wilfredo I, generale goto al servizio dei Franchi, capostipite della famiglia Pilo. Gli succedette il figlio Wilfredo II ( "Pilosus" o "Villoso" ), eroe nazionale della Catalogna, che combattè i Saraceni e incorporò le contee di Cerdagna e di Rossiglione, compiendo così il primo passo verso l’unità politica della Catalogna, assurgendo di diritto al titolo di padre della patria. Terminate le conquiste dei territori della contea invase dai Saraceni, fondò il monastero benedettino di S.Maria di Ripoll ( 879 ) nella città omonima. Da quel momento, per vari secoli, la famiglia ha regnato nell’odierna Spagna con il titolo di Conti di Barcellona e Re d'Aragona. Fra i tanti eventi storici, famoso rimane il matrimonio di Maria di Vivar, figlia dell'eroe Cid Campeador, con Raimondo Berengario III, X Conte di Barcellona. Questi nel 1144 inviò per importanti affari a Genova Robualdo, uno dei suoi figli. Qui avvenne un combattimento fra navi genovesi e quelle del figlio del Conte di Barcellona. Questi, riparato a Genova, innamoratosi di Barbara Adorno, nobile fanciulla genovese, la sposò e si stabilì definitivamente nella città ligure, dando così origine al ramo italiano dei Conti di Barcellona. Per sè e per i suoi discendenti egli assunse il nome Pilo, derivato dal soprannome attribuito al suo antenato Wilfredo II. Dal matrimonio con Barbara Adorno nacquero dei figli, uno dei quali, trasferitosi in Sardegna agli inizi del 1200, diede vita al ramo sardo dei Pilo. La famiglia rimase a Genova fino al 1560, quando Bartolomeo II si trasferì con la famiglia a Palermo. Alla sua morte seguì anche quella del primogenito Antonino nel 1596, senza aver avuto figli; il secondogenito, Lorenzo, nato a Genova nel 1553 e divenuto capo della famiglia, sposò Francesca Calvello dei Baroni di Melia, dando cosi origine al ramo siciliano dei Pilo. Alla morte di Lorenzo gli succedette suo figlio Vincenzo I, il primo che, con investitura del re Filippo V di Spagna, fu insignito del titolo di Conte di Capaci e di Marchese di Marineo e Torretta per sè e per i suoi successori. Da quel momento la famiglia, stabilitasi a Palermo e ottenendo inoltre la Baronia della Salina di Chiusa Grande e il Ducato di Cefalà, il Principato di Roccapalumba, la Signoria di Sommacco e Brucato, fu partecipe nei secoli a seguire della vita pubblica, ricoprendo incarichi istituzionali al servizio del Regno delle due Sicilie. Fra i personaggi più importanti della storia recente, come non ricordare il figlio di Gerolamo IV e Antonia Gioeni, Rosolino Pilo ( 1820-1860 ), precursore dell’Unità d’Italia, che sacrificò la propria vita per i suoi ideali. Girolamo V, nato nel 1846, con testamento olografo del 3 ottobre 1917, non avendo contratto matrimonio, lasciò erede dei titoli, secondo la legge siciliana di successione, riconosciuta anche dal Regno d'Italia con Regio Decreto nel 1921, la nipote Maria Concetta Pasqualino, vedova Bacci, e alla di lei morte, il primogenito di questa, Ruggero, dando origine alla famiglia Pilo Bacci Conti di Capaci, Marchesi di Marineo e Torretta, Baroni della Salina di Chiusa Grande e Duchi di Cefalà Diana.
( da: "La Saga dei Pilo" di Vittorio Pilo Bacci di Capaci - Roma 1959)

Rosolino Pilo in un dagherrotipo del 1848